Cervicale da ufficio: cosa succede quando torni a passare molte ore al computer

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Cervicale da ufficio: cosa succede quando torni a passare molte ore al computer

Dopo qualche ora davanti al computer il collo può diventare rigido e le spalle sembrare pesanti. È facile concludere che sia tutta “colpa della postura”, ma parlare genericamente di cervicale da ufficio rischia di semplificare troppo un problema che può dipendere da più fattori.

In breve

La posizione durante il lavoro può contribuire al fastidio, ma non esiste una singola postura capace di spiegare tutti i disturbi cervicali. Contano anche durata, varietà del movimento, attività quotidiane e risposta individuale.

Perché stare al computer può diventare faticoso

Durante il lavoro al computer tendiamo a compiere movimenti relativamente piccoli e ripetitivi. Lo sguardo rimane rivolto verso una zona limitata, mentre le braccia lavorano sulla tastiera o sul mouse e alcune posizioni possono essere mantenute a lungo.

In determinate persone questa situazione può associarsi a rigidità o fastidio. Ciò non significa necessariamente che quella posizione abbia provocato una lesione: in alcuni casi può essere soprattutto la permanenza prolungata nella stessa posizione a risultare poco tollerata.

Il problema non è soltanto “stare dritti”

Quando compare dolore cervicale, molte persone cercano di correggersi irrigidendo schiena e collo. Mantenersi volontariamente immobili e perfettamente dritti per tutta la giornata, però, non rappresenta necessariamente la soluzione.

Una postazione confortevole dovrebbe permettere di lavorare senza sforzi inutili, ma anche di modificare la posizione. Alternare attività e fare brevi pause di movimento può essere più realistico rispetto al tentativo di mantenere per ore una postura ideale.

Per approfondire il rapporto tra abitudini e collo è disponibile anche l’articolo dedicato a cervicale, postura e abitudini quotidiane.

Computer, smartphone e resto della giornata

Le ore trascorse davanti allo schermo del lavoro non sono le uniche da considerare. Terminato il lavoro, molte persone continuano a utilizzare smartphone, tablet e altri dispositivi. La quantità complessiva di tempo trascorsa in attività poco variate può quindi diventare considerevole.

Anche in questo caso non significa che utilizzare uno smartphone provochi automaticamente dolore cervicale. È più utile osservare l’insieme delle abitudini e la risposta individuale. Sul tema specifico può essere utile leggere anche smartphone, cervicale e postura.

Quando il dolore ritorna frequentemente

Se il fastidio compare sistematicamente, è utile evitare di limitarsi a modificare l’altezza dello schermo o acquistare una nuova sedia pensando che questo risolva necessariamente il problema.

Una valutazione può prendere in considerazione mobilità, attività quotidiane, modalità di lavoro, storia dei sintomi e altri elementi pertinenti. Una valutazione posturale può essere uno degli strumenti utili quando è appropriata alla situazione.

Se il dolore è intenso, compare dopo un trauma, è associato a perdita di forza, alterazioni della sensibilità o altri sintomi insoliti, è indicato rivolgersi a un professionista sanitario per un approfondimento appropriato.

La postazione conta, ma non racconta tutto

Se il fastidio cervicale continua a ripresentarsi, osservare lavoro, movimento e abitudini nel loro insieme può essere più utile che cercare una singola postura da correggere.

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